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Anello del M. Libertan (2087 m)

La conoscenza di due sentieri che partono da Senons, il Costìn e il Troi dal Cuol da le Ciampane, che hanno un primo tratto in comune, mi ha aperto l'opportunità di provare a salire il M. Libertan da Sud e poi scendere per il Costìn.

Tutto, come sempre, era incerto. Come nella vita non sai se arriva il giorno dopo, così dietro uno spigolo, burroni da tutte le parti o distese di mughi, possono precludere il cammino. Lasciamo il Troi dal Cuol da le Ciampane (in foto con dietro il Pramaggiore)...

...per risalire facili e divertenti canali. In un tratto tocca aprirci la strada tra i mughi.

In cresta troviamo il famoso masso di damocle che pare minacciare la malga Senons.

Iniziamo la ricerca di passaggi per poter arrivare in cima.

Un fortunoso pertugio ...

...e altre amenità ci guidano verso il culmine.

Via nuova eh!

Ora mi devo scusare con il Sommo Maestro per aver bistrattato il suo itinerario, per averlo reso a guisa di un passaggio pedonale tra un marciapiede e l'altro. Però mi andava a pennello spostarmi lungo la camozera Galli per andare a recuperare il già noto intaglio da cui scendere per guadagnare il Costìn. E pure chiedo venia, sempre al Sommo Maestro, per non essere salito in vetta al Chiarescons per la parte terminale della sua via.

Di cosa blatero? Dell'itinerario da Sud di Mario Galli al Chiarescons relazionato sulla guida Berti Dolomiti Orientali vol II, alle pagine 468 e 469. Seguono in corsivo citazioni dall'originale.

...imboccando una cengetta detritica...

...ben presto interrotta (pass. di II su buoni appigli). Benedetti i giovani che mettono giù appena una mano!

La cengia diventa poi più larga e comoda fino a un marcato spigolo (mugo)...

...dove scende per alcuni metri...

Si supera un breve tratto infido...

...dopo un breve tratto la cengia diventa una cornice intransitabile, ma sotto si può comodamente traversare su placche e canalini...

...si riprende la camozera (altro punto infido)...

...fino a un ballatoio mugoso...

...si sbocca sulla forcella che adduce ai pendii prativi del versante di Forni.

Come detto, qui lasciamo la via di Mario Galli e, recuperato l'intaglio di cresta giusto, scendiamo per un dedalo di canali ad approcciare il Costìn.

Percorso che, a causa di codesto canalino attrezzato che permette di superare un salto, se non lo si conosce si rischia di restare tra i lariceti a girare in tondo come le mosche sui vetri!

Grande Mario! Cengia stupenda che spero sia stata resa in tutta la sua bellezza dalle immagini del solito Fiorone che ormai esce col grandangolo dopo che ha scaraventato l'obiettivo normale giù per le Malerope!