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Cengla da la Pala (Barzana)

A naso, in base alla mia esperienza questo percorso non vedeva piede umano da moltissimo tempo, e si può ipotizzare che siamo io e Fiorone da Galli i primi turisti ad affrontarlo, fatto salvo l'ineffabile Sisto Degan (meglio mettere le mani avanti...).

Ho messo il naso lassù in preparazione di un improbabile progetto di cui non parlo che me lo rubate: disgraziati!

Ecco la Cengla che parte dal culmine dei pratoni della Pala Barzana. Siamo usciti in cresta per il tratto finale della Via dei Cacciatori.

Il primo tratto è il più esposto.

Segue un passaggio da trovare che permette di salire sotto a strapiombi.

Da dove si ha la visuale della Cengla appena percorsa.

Un breve tratto di mughi per salire oltre gli strapiombi (i mughi sono obbligatori, senza di loro manca quel quid).

E guadagnare il tratto più spettacolare della Cengla.

Proseguiamo in traverso ormai in pieno versante Ovest.

Indovina cosa c'è lassu?

Lassù c'è l'uscita della Via dei Cacciatori.

Si vede che portiamo l'attrezzatura alpinistica che però non abbiamo utilizzato; quando si va in luoghi ignoti potrebbe servire; in ogni caso la prudenza non è mai troppa. Parafrasando Federico Tavan il poeta di Andreis che aveva il Raut come fondale dei suoi giorni, Raut a mattina, mezzogiorno e sera, il Raut è sempre quello, quando lo hai salito per la normale e per le vie da Ovest, non ha più nulla da regalare. Ma se lo guardi dentro, con animo desideroso e umile, saltano fuori recessi inaspettati, non comodi, non facili, capaci di farti vivere esperienze esaltanti nell'abbraccio di rocce e balze erbose, sotto un bruciante sole invernale.

Foto di Fiorone da Galli per gentile concessione.