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Cengla dai Noglârs

Esplorazione

Faccio un preambolo di toponomastica perché in qualche modo tutte le note che seguono hanno a che fare con questa branca della linguistica applicata alla geografia.

La cima più elevata del complesso montuoso che sta immediatamente a Nord del lago di Selva in Val Silisia è quotata 1706 m, ma il suo nome non è altrettanto certo. Sulla vecchia carta Tabacco 021 era Monte Pizzòn su quella nuova è diventato Spiciàt. Personalmente conosco una terza versione, più logica, che mi è stato fornita da un cacciatore di Inglagna. Lo Spiciàt è il monte subito a Nord di Forca Navedeit quotato 1438 m e la quota 1706 m viene chiamata Spiciòn. Spiciàt è dispregiativo di spicie (che vuol dire punta in friulano) mentre Spiciòn ne è l'accrescitivo e ciò ci dice perlomeno che una punta è brutta è l'altra è la più alta. Pizzòn, che si trova nelle vecchie carte, probabilmente era la storpiatura di Spiciòn.

Di questa zona da sempre mi intrigava la Cengla dai Noglârs, luogo nascosto nel vallone del Rug da li Schialis. Mi affascinava la possibilità di conoscere e percorrere una nuova cengia. Non sono mai riuscito a trovare informazioni su quella zona e dunque toccava fare come minimo un'esplorazione.

I Palòns che racchiudono a Sud il Rug da li Schialis.

Ora devi seguire le mie giravolte con in mano la carta Tabacco 021 (vecchia o nuova non importa). Per avere qualche probabilità di trovare l'imbocco della cengia ho escogitato un sistema piuttosto discutibile: sono salito dove inizia la scritta sulla mappa Cengla dai Noglârs esattamente dove è posta la "C"; so che è assurdo, ma da qualche parte dovevo cominciare. Per salire fino là ho lasciato il sentiero per la Forca del Poul proprio all'attraversamento del Rug Fomulorum per salire un canalone verso Est che mi ha portato poco sotto la quota 1022 m.

Qui non ho trovato una grande "C" d'inchiostro nero come prevedibile, ma una traccia sull'erba! Ero incredulo, ma galvanizzato dalla possibile scoperta.

Aldilà della cresta, però le cose non andavano come previsto. Niente cengia, solo prati e salti rocciosi. Ho provato a proseguire orizzontalmente seguendo quella pala erbosa in basso a destra nella foto, ma s'interrompe su dirupi. Ho provato a passare un po' più sopra, in mezzo a quei pini, ma niente da fare. Ho dunque deciso di risalire tutta la pala erbosa, che vedi bene nella foto, costretta tra due creste. Mentre salivo mi è venuta una illuminazione: quel posto aveva una forte similitudine con la Cengla da la Manza in Val Curta. Prova a salire la Cengla da la Manza e capirai che di cengia come la immaginiamo noi non ha nulla; è solo un pendio ripido compreso tra due creste che in alto convergono. Vuoi vedere che la Cengla dai Noglârs e proprio questa pala erbosa costretta tra due creste?

La pala erbosa si esaurisce 60 metri sotto la quota 1360 m dove esiste un pianoro (guarda bene in cartina che lo trovi) sul quale ho trovato vecchi tagli.

Dal pianoro di quota 1300 m il franamento nel Rug da li Schialis.

Il Raut.

Casera Chiavalòt.

Il Dosaip con evidentissima la Via da la Bisa.

Dal pianoro di quota 1300 m il M. Spiciòn al centro della foto. Da qui è possibile raggiungerlo per cresta, ma anche per pale erbose zigzagando tra le fasce rocciose.

Conclusioni: non esiste nessuna cengia con le caratteristiche di aggettanti pareti da un lato e il vuoto dall'altro con andatura pressoché orizzontale. Si deve entrare nell'ottica che la toponomastica locale definisce cengla un complesso prativo, probabilmente usato per il pascolo, compreso tra due creste. Un altro esempio è il M. Cengla che presso la sua sommità, sul versante orientale, ha una grande cengla poco sotto la vetta, prativa, ripida, obliqua, compresa e delimitata da costoni.

Qualche nocciolo (Noglârs) nella parte bassa, intorno alla quota 1200 m.