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La “Claupa di Andreuzzi” (m1150 c.)

(Claupa = antro, grotta)

Si può visitare il rifugio che ospitò Andreuzzi dopo lo scioglimento della banda armata di Navarons, dall'8 al 26 Novembre 1864, la cui ubicazione ci è stata tramandata grazie ai cacciatori della zona, unici a frequentare le selvagge pendici del monte Corda.

Antonio Andreuzzi

L'escursione inizia dalla frazione di Tramonti di Sopra Inglagna, raggiungibile in breve da Chievolis.

Dall'ultima casa a SO del borgo si intraprende il sentiero (segnavia C.A.I. n° 393A) diretto in forcella Dodismala che risale il corso del torrente e, in circa 1 ora, conduce tra la prima e la seconda galleria della strada che mette in comunicazione gli invasi di Selva e del Ciul.

Proseguendo sul sentiero segnalato si lascia a sinistra la borgata abbandonata di Spinespes e, dopo circa dieci minuti, si passa accanto ai ruderi di una stalla, quindi si attraversa il greto asciutto del “Rug da la Fusita” (Fusita = vagina; indica un intaglio di cresta stretto e profondo).

Lapide presso Spinespes

Dal torrente si sale ancora per il sentiero 393A per poi volgere a sinistra (tabelle) su una debole traccia che passa accanto ad un pino coi rami bassi tagliati (il pino è situato a quattro metri dal sentiero principale e ben visibile da questo) . La traccia poi si fa più evidente e si trovano anche segnalazioni con vernice rossa. Questo è il sentiero che porta alla forcella de la “Fusita” sulla lunga cresta che unisce la forcella Dodismala al monte Corda.

Più sopra i segnali piegano a destra verso la “Fusita” (tabelle). Per raggiungere la “Claupa di Andreuzzi” bisogna abbandonare qui i segnali per la “Fusita” e traversare a sinistra per una trentina di metri portandosi sull'orlo del canale franoso di sinistra. Lo si attraversa salendo la costa boscosa aldilà in direzione di una fascia di rocce. Giunti sotto le rocce le si rasenta in salita sfruttando un marcato sentierino di camosci. Si raggiunge così la sommità del costone e si prosegue oltre seguendo sempre l'esile pista degli animali. Oltrepassato un profondo canale si sale il versante opposto fino a raggiungere la sommità di un secondo crinale. Scendendo verso Ovest da questo costone si ha sulla destra una bancata rocciosa che sporge in fuori qualche metro realizzando un ricovero naturale sfruttato dagli animali per dormire. Questa è la “Claupa di Andreuzzi”, un riparo naturale lungo una quarantina di metri poco profondo ad eccezione di un punto detto “il bûs” (il buco) dove un uomo può infilarsi e ottenere un ottimo riparo dalle intemperie.

Dislivello in salita: 800 metri; difficoltà E; ore 2,30.

Dalla cresta del monte Corda verso le Caserine

Qui di seguito alcune immagini dell'inaugurazione del sentiero Claupa di Andreuzzi del marzo 2005. Il sentiero è stato realizzato dal gruppo Amici della Montagna di San Giovanni di Casarsa e da volontari del CAI Pordenone su finanziamento del Comune di Tramonti di Sopra.

Ritrovo dei partecipanti in località Spinespes: erano presenti, oltre agli Amici della montagna, le sezioni CAI di San Vito al Tagliamento, San Daniele del Friuli, Pordenone, sottosezione Valtramontina di Spilimbergo.

La neve era abbondante e fresca impegnando notevolmente i partecipanti.

E' stata piantata, poco più in alto della Claupa, una bandiera che viene cambiata ogni anno l'ultima domenica di Novembre.

Presso la Claupa è stata posta una tabella in legno scolpito, opera dell'artista Giuliano Sessolo.

E' seguita poi la posa di una corona presso la lapide alla presenza delle autorità locali; il labaro che si vede in foto è quello della Società Operaia di Mutuo Soccorso ed Istruzione di Chievolis, sorretto dall'allora presidente Gabriele Mongiat; con il tricolore l'ex sindaco di Tramonti di Sopra Roberto arch. Vallar; alla sua destra l'assessore provinciale Corrado Della Mattia; porta la corona il rimpianto e mitico reggente della sottosezione Valtramontina del CAI Spilimbergo Ugo Urban.