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Via Michela al M. Fara

Il costolone sud del M. Fara compreso (vedi carta Tabacco) tra La Scala e il Salton de le Cavre sorregge la vetta su cui è situata la croce, che è di pochi metri più bassa della cima principale e però più panoramica. Diciamo che esso costituisce quindi la via più diretta per la cima. Mi incuriosiva tentare questa salita sbirciata tante volte dall'auto recandomi in Valcellina.

Ci voleva una bella giornata invernale con un primo sole a indorare la montagna. Siamo partiti dall'imbocco della lunga galleria che trafora il Fara, dove c'è un sentiero che raggiunge un bivio e preso a destra siamo saliti sul dorso del nostro costone. La prima parte oppone difficoltà di tipo vegetale con immersioni poco simpatiche in Rubus fruticosus e Ruscus aculeatus. Da osservare inoltre che la roccia è ovunque instabile.

In compenso i ripidi pendii erbosi...

...e i tratti di misto non sono affatto raccomandabili!

Questa è l'ultimo risalto roccioso del crestone che pareva essere il punto più impegnativo; invece la fascia rocciosa immediatamente inferiore contiene i passaggi chiave di tutta la salita, non facili da trovare.

L'ascesa comunque ha un suo fascino.

Quasi mille metri di via, la ripidità, i passaggi su erba e roccia di una certa difficoltà, la presenza di sentieri alternativi più a ovest e più facili (La Scala, Vallon) mi fa ritenere che la nostra sia una prima assoluta che dunque dedichiamo a Michela, di questa montagna innamorata.