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Gita sociale 2016

Si è finalmente costituita, in seno alla Federazione Italiana Greppisti Anomali, la sezione friulana che è stata dedicata a Sergio Fradeloni. Sono giunte numerose felicitazioni da molte sezioni italiane di cui mi preme ricordare gli auguri della presidente nazionale Cristina Palmiera, fondatrice della sezione lombarda “Valtellina”; del presidente della sezione “Apuane” Enzolino Maestripiero; ma più di tutto ci ha onorato il messaggio del presidente della sezione del Vaticano Monsignor Dammela, che ci scrive:

Carissimi amici friulani, vi giungano le felicitazioni della Santa Sede e la benedizione del Santo Padre. È importante che giovani e meno giovani trovino nella montagna il modo di glorificare il Signore. Vi ricordiamo che il nostro sodalizio propugna e rivendica il modo più puro e naturale di affrontare la montagna, senza artifici ed inganni. Dunque siate i benvenuti e vi auguriamo un grande successo. Viva la montagna! Viva la F. I. G. A.!

A proposito delle parole di Monsignor Dammela, per coloro che si fossero messi in ascolto solo ora, riassumo il significato di "greppisti anomali"

Prima di tutto una questione semantica: in tempi di dominio anglofono, ora più che mai che è avvenuta la brexit, bisogna riprenderci la nostra lingua. Greppo è parola italiana e greppista un neologismo che traccia i contorni di una figura di alpinista che gli inglesi chiamano scrambles. Chi ha la pazienza di leggersi il post sullo scrambling, noterà che si parla di metodi di assicurazione e attrezzatura atta allo scopo. Ebbene: i greppisti anomali rifiutano ogni artifizio per la progressione: se si passa, bene, altrimenti si torna indietro. Da dire inoltre che l'attività del greppista anomalo si rivolge all'esplorazione.

Per inaugurare la sezione friulana abbiamo pensato di proporre una bella gita sociale alla quale hanno partecipato iscritti e simpatizzanti.

Questa la locandina che ha richiamato gli audaci.

Questo è l'itinerario proposto.

E questi gli audaci: seduto a destra con la maglia gialla: Fiorone da Galli; semi accucciato: Jacopone da Vile di Flum; in piedi da sinistra: Ongo Gongo, Mitch (indiano ex cauboi), el Dotòr coi baffi, Zano, Maja socio onorario.

Si parte sorridenti!

Poi si comincia a tirar fuori la lingua!

Su per la via del Foro a Vetta Fornezze.

Ecco il Foro che pare la materializzazione dell'acronimo della nostra associazione.

Raggiungiamo la prima vetta della giornata.

Scendiamo nel Ciadin Fornezze e saliamo verso la gemella Cengle Fornezze.

Cima Leadicia da Cengle Fornezze.

Scendiamo per il canalone Sud al Ciadin e ci dirigiamo verso Forcella Claupe.

In questo tratto, in puro stile greppistico, non conoscendo l'itinerario, andiamo a caso, a naso; con una serie di evoluzioni e colpi di fortuna ne usciamo senza grossi problemi.

Forcella Claupe è già alle nostre spalle: attacchiamo la via sullo spigolo Ovest di Lastre di Peschis.

In cima a Lastre di Peschis.

Percorriamo la bella cresta in direzione Est.

Scendiamo dalla cresta per opportuno canale.

Si apre davanti a noi Forca da la Crous ...

... e arriviamo finalmente al rifugio Chiampiuz.

L'alba del secondo giorno.

Passiamo sotto le rocce di Lastre di Peschis in versante Meduna.

Percorriamo il Cenglòn, cengia prodotta da una faglia di importanza regionale detta linea di M. Dof, M. Auda.

Liscione di faglia.

In vista di Forcella Nartais.

Ultimi sforzi su per i verdi di Forcella Nartais.

Conclusione: gita istruttiva e divertente dove non è mancato un pizzico d'avventura. Ringrazio i partecipanti per aver avuto l'incoscienza di seguirmi e di avermi messo a disposizione le loro foto per il presente servizio fotografico.

Doverosi sono inoltre i ringraziamenti a tutti quelli che a qualche titolo hanno collaborato alla realizzazione di questa gita. Cito con gratitudine Francesco Bertelli, Claudia e Luca Visentini, Rossella Lorenzi, Giuseppe Giordani, gli operatori del Parco Dolomiti Friulane di Forni, i gestori del rifugio Pussa.

Ringrazio pure la Forestale del FVG, la presidente Serracchiani, il comune di Tarvisio; non c'entrano niente ma ruffianarsi la gente non costa nulla e non fa mai male! (Moretti docet)