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Monte Dassa (1310 m)

Per versante Sud Est

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Il versante meridionale del M. Dassa appare ostico e inespugnabile. So per esperienza che queste montagne sono articolate, piene di costoni, canaloni, cenge, dirupi, burroni; l'importante è non perdersi là dentro. Così ho messo a punto un progetto direttamente studiato sulla carta al 5000, cercando di restare il più possibile lungo il Ruc Cisarìt.

Parto da Casasola di Frisanco lungo il sentiero per la Sella del Muntrin (CAI 973; per il quale scenderò), abbandonandolo al bivio per la Forca dal Von.

Quasi subito il Ruc Cisarìt, che ha l'aspetto di una forra, mi para innanzi una cascatina insormontabile; esco a sinistra per percorrere il costone che racchiude a Sud la forra. Qui tracce di animali mi indicano il punto ove ridiscendere nel canalone.

Seguendo i fedeli cornuti lo attraverso e vado a prenderne un secondo, tributario di sinistra orografica del Ruc Cisarìt, quest'ultimo impercorribile per i massi incastrati nella strettoia delle pareti a formare salti insuperabili.

Questo canalone ha sul fondo spezzoni di cavo di una teleferica abbandonata (cavo visibile nella foto qui sopra). Pure il canalone della teleferica mi presenta presto il conto con un salto formato da massi incastrati.

Riesco a salire il primo masso e poi mi tocca uscire a destra per cenge fin sotto una parete caratterizzata da un camino obliquo; questo camino è ben visibile nella prima foto di questa pagina sul contrafforte quasi in centro dell'immagine. Rasentando la parete rientro nel canalone della teleferica che parzialmente si vede a sinistra innevato.

E, magicamente, sono in cima.

Frisanco sulla destra; s'incontrano al centro dell'immagine le linee dei greti del Meduna e quello serpeggiante del Còlvera; più lontana la striscia di ghiaie del Tagliamento; nell'angolo a destra all'orizzonte luccica il mare Adriatico.

Croce poco sopra la Sella del Muntrin.

Considerazioni: salita priva di interesse e altamente sconsigliata.