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Monte Randelino

 

Montagna con roccia fortemente fratturata a causa dello sovrascorrimento del massiccio sulle placconate dell'adiacente monte Raut, lungo la paleofaglia del Randelino; per tale motivo e per l'assenza di sentieri di avvicinamento questo monte è stato ignorato alpinisticamente.

La brevissima sua storia alpinistica conta una prima salita dei forestali Bruno Del Tin e Marco Pradella il18/09/1992 e una ripetizione compiuta il 22 ottobre del 2006 dallo scrivente e da Ruggero Petris, Eugenio Cappena, Francesco Cofone e Gloria Cossettini (prima femminile). Nell'agosto 2012 ho aperto una via nuova sullo spigolo ovest del monte (vedi).

La salita s'intraprende dalla quota 1628 nella zona a N del monte Raut denominata in carta Tabacco foglio 028 “Claps” (i locali chiamano la zona Plan di Malgustà; presenti ruderi di vecchie casere). Nella menzionata cartina si evidenziano numerosi sentieri in nero che paiono portare in Plan di Malgustà ma buona parte di questi non sono più facilmente reperibili. Da dire, inoltre, che la carta riporta degli errori e seguire i tracciati con la tecnica dell'orienteering si rivela una perdita di tempo. Il modo migliore di raggiungere il Plan del Malgustà è il seguente:

giunti al pascolo di casera Basson tramite il sentiero segnalato 967 (da Valina ore 2; il 967 inizia 30 metri dopo l'attraversamento del Rug Valina sulla strada che dalla diga del lago di Selva porta alle Tronconere) lo si abbandona per dirigersi in direzione O, su terreno aperto, verso la fascia rocciosa che limita il pascolo. Al termine del pendio erboso si individua una traccia che passa accanto a tre larici in fila indiana, tutti e tre col tronco ricurvo, dirigendosi verso S, costeggiando lungamente una fascia rocciosa. Il sentiero sembra poi perdersi in un largo impluvio erboso. Si risale l'impluvio e, verso destra si arriva sotto una soglia semitonda dalla quale scende l'impluvio appena percorso. Sopra la soglia vi è un prato con un cerchio di pietre detto il cerchio delle streghe (non entrare nel cerchio...). Da sopra il prato si piega decisamente a N tenendosi in quota, per dossi boscosi. Arrivati sui pendii erbosi sotto la quota 1577 (vedi Tabacco 028 accanto alla B di Basson) si punta alla forcella tra questa e le balze del costone denominato Pareit.

Dalla forcelletta si traversa in quota seguendo l'esile traccia che si abbandona poco dopo un inghiottitoio visibile in basso a destra per seguire in direzione O un poco marcato sentierino (tagli sulla vegetazione; facilissimo perdersi; se non si trova la deviazione si può proseguire sulla traccia principale che porta alla forcella alla testata del Plan di Malgustà e da questa scendendo verso N si cala al pascolo).

Dal fondo del pascolo del Plan di Malgustà si sale alla spalla erbosa che lo chiude verso O che è la quota 1628. Di qui si attacca il Randelino.

Si segue la cresta del costone in direzione S fino a che questo diviene roccioso e con mughi. Si traversa a destra della cresta fino a portarsi sotto una forcellina alla quale sale una evidente traccia di camosci: non salire ma continuare a traversare ancora qualche metro e poi cominciare a scendere obliquando sempre verso destra. Quando il bosco diventa rado si nota che si è sull'orlo di un canalone e sulla riva opposta troneggia un grande larice solitario. Si scende una ventina di metri più in basso del larice per reperire il passaggio obbligato che permette di entrare nel canalone (a vigilare il passaggio tre piccoli larici allineati lungo la pendenza: si passa tra il secondo e il terzo). Saliti sul costone del grande larice lo si risale fino ad una specie di arco inciso nella roccia e da questo si traversa fino ad una forcellina erbosa sull'orlo di un altro stretto canalone. Di qui ci si cala nel canalone usando dei mughi e lasciando la corda per il ritorno (calata di 15 metri circa).

Risalito il canalone sul fondo si raggiunge una forcella ghiaiosa tra il Randelino ed uno spuntone che gli sta subito a E (chiodo per calata). Si può salire ai primi mughi salendo verso destra per magre zolle erbose; raggiunti i mughi si va obliquamente a sinistra ad un pendio privo di vegetazione (su di un mugo presso uno spuntone cordino per calata) alla sommità del quale si è sulla cresta E del monte e per questa in vetta: roccia friabile; attenzione su di una placca poco sotto la cima; ore 4,30 dall'inizio del 967; dislivello 1300 m.

Sul dosso del Plan di Malgustà: a sinistra la vetta del Randelino a destra il Caregon

La cresta del Randelino con a sinistra lo spuntone: la forcella non è visibile

Ruggi in (faticosa) salita verso la forcella tra lo spuntone e la cresta est del monte

Corda doppia per entrare nel canalone che porta alla forcella; Ruggi in discesa, Ongo Tetta e Gloria già scesi

Gloria e Ongo poco sotto la forcella

Ongo in arrampicata vegeto-minerale poco sopra la forcella che si vede più sotto di Ruggi

Ruggi in arrampicata poco sopra la forcella

Lo spuntone subito a est della cima; a sinistra il dosso Plan di Malgustà

Sul tratto di mughi e l'ultimo risalto di cresta

Ruggi sul tratto di mughi

Ruggi sull'ultimo risalto di cresta

Tetta, Ongo e Gloria in vetta

Autoscatto dei baldi giovinotti in vetta

Il Raut da prospettiva inusuale

Ritorno: la forcella in alto e il canalone che scende da questa; Gloria scende col ...culo

Ruggi in risalita della corda; Ongo e Gloria attendono pazienti il loro turno; tutte le foto sono di Eugenio Cappena.

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