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Fous de la Nearda

E’ uno dei valichi tra la val Meduna e il territorio di Forni di Sotto, un tempo frequentato da pastori e cacciatori. Sulla destra del punto di valico c’è una croce di ferro che ricorda una disgrazia accaduta sui ripidissimi pendii erbosi occidentali della forcella; sulla croce una targa riporta la scritta: In memoria di Facchin Anna nata 29-9-1906 Tragicamente deceduta in ancor giovane età il giorno 26-7-1939. L’itinerario che sale dal fondovalle del Meduna è conosciuto da sempre come la Fous de la Nearda, percorso di caccia mitico per la sua ripidità estrema tale da selezionare i percorritori di tutti i tempi tra i migliori conoscitori della montagna in assoluto. I cacciatori, prima dell’edificazione del ricovero Čharpin e quando ancora si poteva cacciare in zona, pernottavano al Clapòn dal Limet che si trova proprio allo sbocco del canalone che scende dalla Fous de la Nearda; nei  loro racconti, per far capire meglio la ripidità dei luoghi dicevano che “sa ti cole un miluz in fous de la nearde tu lo cjatis sul Clapon” (se ti cade una mela nella fous da la nearda la ritrovi giù al Clapòn) 

 

L'ingresso alla Fous de la Nearda non è stato facile da trovare: per i curiosi posso dire che si passa accanto al Tasso monumentale che vediamo in questa foto (Taxus baccata; età stimata 700/800 anni).

 

E qui siamo già dentro il canalone che non presenta grandi difficoltà.

Qualche passaggio ardito...

...ma niente di terribile.

Temerario!

Non manca molto alla forcella.

Ecco il famoso pendio ripido finale visto dalla forcella: prima di cominciare a salirlo ci siamo mangiati le mele per evitare problemi eventuali...

Gli ultimi metri e l'uscita in forcella.

 In forcella verso l'anticima del cimon d'Agar e verso il Nearda velato da qualche nube.

Per la cronaca: avevamo predisposto una macchina al Passo Rest e quindi siamo scesi per il pascolo di Naiarduzza (sosta a mirtilli) il 368, 368/A, 377 e strada forestale della Feletta.

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