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Sui sentieri dell'orso Francesco

Per l'antefatto leggi qui

Vignetta di un forestale di Paularo (per gentile concessione)

L'associazione Villaggio degli Orsi, in collaborazione con altre istituzioni, ha messo in cantiere alcune escursioni di varia difficoltà sui sentieri frequentati dall'orso Francesco. Abbiamo collaudato il percorso più impegnativo che sarà ripetuto su richiesta al di fuori delle date del volantino qui sopra. Di seguito il racconto delle due giornate di duro cammino.

Eccoci alla partenza da Stavoli Piè di Valle (Preone, Socchieve).

Stavoli Piè di Valle. Siamo vicinissimi alle sorgenti dell'Arzino.

Ci dirigiamo per strade forestali verso Malga Pezzeit.

Subito troviamo le prime tracce del passaggio di Francesco; seguiranno altri ritrovamenti, tanto da rimanerne impressionati, quasi che l'orso biondo ci precedesse, invisibile dietro ogni dosso o curva del sentiero.

Malga Pezzeit, giusto in tempo per fare colazione.

Tramite il soppresso sentiero 802 (in buone condizioni, secondo il mio metro di giudizio), passiamo sotto la soglia glaciale del Ciadin del Burlat, tra il monte omonimo e il M. Valcalda.

Tocchiamo le rocce del M. Valcalda nella zona detta Pezzuela.

Un cordino è ancora funzionale.

Lunghi saliscendi in boschi di faggio, dove troviamo altrii escrementi dell'orso che qui certamente non è disturbato.

I ruderi di casera Forchia non distanti da Forchia Sopareit, ma in versante carnico. Oltre Forchia Sopareit c'è un'altra casera detta anch'essa Forchia, ma in versante Tramontino. Quando ci siamo passati c'erano nuvole basse e le foto mancano.

Dalla citata casera Forchia Tramontina prendiamo un altro sentiero soppresso (835) che ci porta direttamente al rifugio Grasia. Nella foto qui sopra il passaggio più ostico del sentiero.

Eccoci al rifugio dopo nove ore di periglioso cammino. La radice sanscrita GRHA significa avere odore e la si ritrova nella parola fragranza; Grasia dunque significa luogo odoroso. Si dorme su veri letti con lenzuola! Si mangia da crapuloni!

Il secondo giorno il rifugista ci trasporta al Passo Rest da dove prendiamo l'Ursula Nagel (CAI 826) alla volta di Stavoli Piè di Valle. In foto il pendio prativo sopra casera di M. Rest.

Ripassiamo per casera Forchia potendo gustare il paesaggio che ci era stato precluso dalle nuvole il giorno precedente.

Verso casera Sopareit si passa sotto interessanti formazioni rocciose.

Al centro casera Forchia, a sinistra il M. Rest, a destra il M. Auda sulle cui pendici è stato in letargo l'orso Francesco.

Da casera Sopareit la Val Tramontina.

Già alti sopra casera Sopareit.

L'ultimo traverso sotto la vetta del M. Valcalda.

Il M. Burlat a destra e il pascolo sottostante malga Pezzeit alla sua sinistra. L'ammasso caotico di rocce in basso è la morena frontale dell'antico ghiacciaio che risiedeva nel Ciadin del Burlat.

Dalla cima il Lago di Tramonti.

Nelle praterie di Teglara.

Casera Teglara, ormai molto vicini a chiudere l'anello; non senza altri ritrovamenti "perduti" dall'orso Francesco.

Grazie a Francesco e Andrea le nostra guide naturalistiche che ci hanno parlato degli orsi, le loro abitudini, l'ecologia e le interazioni con l'uomo. Non abbiamo visto l'orso, ma la sua presenza è stata pregnante. Per quanti desiderassero vivere le stesse emozioni, senza la fatica che abbiamo fatto noi, su percorsi più brevi e semplici, contatti l'associazione Villaggio degli Orsi:

villaggioorsi.dian@uniud.it

Per chi invece avesse il desiderio di ripetere l'itinerario qui descritto mi contatti.