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GREPPO

(Greppo = fianco dirupato e ripido di un'altura; Greppismo= attività che si svolge sul greppo, atto del salire o scendere versanti montani scoscesi)

 

E' necessario coniare il neologismo greppismo, ed il successivo derivato greppista (colui che pratica il greppismo), per il bisogno di definire e anche portare in evidenza questa, ingiustamente poco conosciuta, attività montana.

Essa ha una sua propria identità, data anche da una Storia che affonda le radici nel passato, e differisce da altre pratiche affini quali l'Alpinismo (inteso come arte arrampicatoria) e l'Escursionismo.

Apparentemente Escursionismo e Alpinismo sembrano strettamente collegati: dove termina l'uno inizia l'altro.

Per meglio comprendere il concetto è bene avvalersi delle scale di difficoltà delle due discipline, sopprimendo però, nella nostra valutazione, il grado di difficoltà EEA (per le vie ferrate) che è concernente ad un ambiente artificiale e non pertinente, quindi, alla tesi in oggetto.

Quindi la massima difficoltà escursionistica è richiamata con la sigla EE (escursionisti esperti). E' descrittiva di terreni con scarse tracce di sentiero, senza segnavia e con brevi tratti di arrampicata facile. Dove il terreno si fa prevalentemente roccioso e l'arrampicata, anche facile, è continua si è già nel campo dell'Alpinismo, ai suoi gradi inferiori.

Tra questi due estremi (il superiore dell'Escursionismo e l'inferiore dell'Alpinismo) vi è una gran variabilità di percorsi con difficoltà diverse, caratteristici e peculiari del greppo che, ricordiamo, è un ambiente vegeto- minerale dove, né l'uno né l'altro degli elementi naturali prevale.

Il greppo è un terreno che oppone le massime difficoltà escursionistiche e le più basse alpinistiche appunto per la miscela, variamente dosata, di roccia e vegetazione.

Ciò che differenzia l'arrampicata dal greppismo è sostanzialmente l'uso delle attrezzature di assicurazione: il greppismo non si serve per la progressione di corde e chiodi come avviene nell'Alpinismo; al massimo prevede l'utilizzo di spezzoni di cordino (20-30 metri) per eventuali emergenze e l'uso di ramponi da prato. E' quindi una attività nobile di confronto con la montagna, priva di sofisticazioni.

Il greppismo, è quindi più affine all'Escursionismo ma se ne discosta per la presenza dell'arrampicata su erba. E' questa una tecnica che definisce tipicamente i percorsi di greppo e che mette in imbarazzo anche l'escursionista più esperto.

I protagonisti assoluti del greppo (i greppisti per antonomasia) sono i cacciatori e, per logica conseguenza, i forestali, categoria che notoriamente ha, nei suoi compiti, anche il controllo della pratica venatoria. C'è da dire, inoltre, che i forestali affrontano l'ambiente vegeto-minerale anche per altri compiti, tra i quali l' antincendio e il soccorso alpino.

La caccia in montagna ha origini antiche ed è stata la prima forma di esplorazione dei monti, conoscenza che si è tramandata di generazione in generazione. Non è del tutto errato affermare che i cacciatori sono stati i primi alpinisti (proto-alpinisti), gli iniziatori di quella pratica esplorativa e ludico-sportiva che oggi conosciamo col nome di Alpinismo.

Proprio i cacciatori accompagnarono i primi alpinisti tra la fine dell'ottocento e l'inizio novecento. Basta leggere le relazioni delle salite alle cime delle nostre Prealpi Carniche (e ripercorrerle) per incontrare personaggi come le guide clautane Antonio e Luigi Giordani, Orsolina, Toffoli Petoz, De Santa, Siorpaes e molti altri ancora.

Si può senz'altro affermare allora che, come i cacciatori, anche i primi alpinisti-esploratori erano greppisti.

Con l'avvento delle attrezzature di assicurazione e il desiderio di salire cime apparentemente inaccessibili, è nato l'Alpinismo che ha oscurato e relegato nell'oblio la pratica di andare per greppi. Sicuramente si è perso quello spirito di confronto genuino con la montagna, fattore che ha determinato un incessante, e ancora attuale dibattito tra gli Alpinisti sull'Etica dell'andare in montagna.

Il greppismo si pratica oggi quasi esclusivamente su percorsi di antica conoscenza e sono ben pochi coloro che si dedicano alla scoperta di nuovi itinerari. A parte gli speleologi che, alla ricerca di imbocchi di grotte, perlustrano le zone più impervie e qualche temerario Alpinista alla ricerca di nuove pareti, quasi nessuno frequenta il greppo con intenti esplorativi.

Eppure è una pratica che realizza il massimo dei desideri di chi ama la montagna: ripidezza, esposizione, difficoltà, ambiente suggestivo, panorami inusuali, silenzio, fatica, confronto con se stessi, raggiungimento di obiettivi, avventura...