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Prealpi Carniche?

Il nome delle montagne comprese tra il Piave a ovest, il Tagliamento a nord ed est, la pianura friulana a sud, sono state denominate Prealpi Carniche dal geografo Giovanni Marinelli nel 1888. Prima di allora gli austriaci le chiamavano “Venetianer Alpen” non distinguendole dalle catene del bellunese.

Il nome Prealpi Carniche ha sollevato, in tutti i tempi, obiezioni da parte di numerosi autori.

In primo luogo perché la zona in esame non ha caratteristiche, specie nella sua parte occidentale, prealpine, annoverando la seconda cima più alta della regione (Cima dei Preti) e altri possenti contrafforti; poi perché la Carnia non ha nulla a che spartire con questo territorio sia dal punto di vista socio-amministrativo che geomorfologico. Si è cercato un rimedio suddividendo la zona in settori, Prealpi Clautane, Prealpi Tramontine, Prealpi dell'Arzino creando al contempo confusione sui limiti e non risolvendo affatto il problema “prealpi”. Pure Camillo Berti nella guida CAI TCI Dolomiti Orientali, volume secondo, mette il sottotitolo: Dolomiti d'oltre Piave e Prealpi Clautane; siccome la Guida tratta i gruppi propriamente dolomitici (Cridola, Spalti e Monfalconi, Duranno-Cima dei Preti, Pramaggiore) e in più il Cavallo-Col Nudo, Raut-Resettum, Caserine-Cornaget, rimane la curiosità di sapere quali di questi gruppi rientrano tra le Dolomiti d'oltre Piave e quali nelle Prealpi Clautane (il Cavallo-Col Nudo andrà inserito tra le Prealpi Clautane? Il Caserine-Cornaget sarà o no tra le Dolomiti d'oltre Piave?).

Le relativamente recenti dizioni Dolomiti di sinistra Piave (o d'oltre Piave) e Dolomiti Friulane sono state utilizzate entrambe per definire la porzione più occidentale di queste montagne, rilevandone una caratteristica, il substrato dolomitico, indubbiamente qualificativo.

Ma, Dolomiti di sinistra Piave ha una pecca, anche se pur minima e poco rilevante: il nome potrebbe estendersi anche alle Dolomiti Pesarine che sono invero fatte di roccia dolomitica e pure esse restano sulla sinistra del Piave. Ancor di più è manchevole il termine Dolomiti Friulane: che ne penseranno gli abitanti di Domegge, Lorenzago, Perarolo che vedono diventare le loro montagne improvvisamente friulane? O si dovrà destinare tale termine solo fino alle creste delle montagne amministrativamente in Friuli? Non si è mai vista una divisione geografica di gruppi montuosi operata lungo le creste!

E' giunto il momento di fare chiarezza e di trovare un nome che senza ombra di dubbio qualifichi e faccia riconoscere le montagne in questione che sono ben un terzo di tutto il territorio montuoso regionale del Friuli-Venezia,Giulia.

Dopo una attenta analisi di tutte le peculiarità di queste montagne sono giunto alla conclusione che c'è un unico elemento che le accomuna: il fatto di essere in destra orografica del Tagliamento; dalla sorgente allo sbocco in pianura presso Pinzano, il Tagliamento fa da limite a questa porzione delle Alpi che allora potrebbero benissimo essere denominate: Dolomiti di Destra Tagliamento; laddove per Dolomiti si intendono le catene più occidentali con le cime più maestose e le Prealpi tutte le rimanenti elevazioni. Il perimetro delle Dolomiti di Destra Tagliamento comprende i gruppi: Cridola, Spalti di Toro-Monfalconi, Duranno-Cima dei Preti, Pramaggiore, Caserine-Cornaget. I restanti gruppi montuosi, Cavallo-Col Nudo, Raut-Resettum e le montagne dell'Arzino, si possono denominare Prealpi di Destra Tagliamento.

La dicitura Destra Tagliamento, largamente e comunemente utilizzata per definire la Provincia di Pordenone è molto conosciuta e anche un profano può intuire che, se si parla di montagne si intendono quelle del pordenonese; la definizione ha quindi una doppia interpretazione, scientifica e popolare che nel complesso soddisfa la facilità di comprensione e il rigore di classificazione orografica.

E allora: Prealpi Carniche? No: Dolomiti e Prealpi della Destra Tagliamento.

Cima Leadicia da Vetta Fornezze (foto di Daniele).