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Traversata del M. Verzegnis (1914 m)

Generalmente chi vuol andare su qualche cima apre una cartina e vi cerca un sentiero che porti verso la sommità; invece io quando sono in cima apro la cartina per vedere da che parte scendere! Non è vero: è una battuta. Però, però...

Foto per gentile concessione di: https://www.flickr.com/photos/aurnal/

Però l'altro giorno che si era in Cuel di Tana ho visto quel bel costone (in cartina denominato Costa Scala) e ho deciso che era una via troppo bella per non andarci. Integrale naturalmente!

Abbiamo trovato una di quelle giornate che sono un regalo per chi va in montagna; meno per chi rimane in pianura.

Emerge l'isola del Piombada

Non importa quanto sia difficile tecnicamente la via scelta o se sia già stata percorsa; importa che non vi siano segni di passaggio umano: niente segnali, niente ometti, nessuna traccia gps da scaricare, nessuna relazione in nessun libro o in rete. Così percorri la tua strada, hai le sensazioni del pionere che affronta terre ignote e selvagge. Ritengo che questo approccio alla montagna sia oggi minoranza: altri modi di consumo imperversano e dilaniano questo nostro paesaggio già brutalmente addomesticato.