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Alessandro

Dal Messaggero Veneto del 9 marzo 2009 a firma di Rosario Padovano.

È rientrato a casa, in corso Garibaldi 27 a Pordenone, Alessandro Rosso, l’escursionista di 29 anni travolto sabato scorso, assieme ad altre quattro persone, da una valanga nel comprensorio del monte Faloria, a Cortina d’Ampezzo. Rosso può considerarsi fortunato. Lo ha salvato lo zaino. Ha subito tre contusioni: al braccio, alla coscia e alla schiena. È rientrato a casa assieme ai genitori: la mamma Emma e il papà, l’avvocato Antonio Rosso. Quello che sarebbe dovuto essere un tranquillo week-end sulla montagna ampezzana, per Alessandro e per i suoi genitori si è trasformato in un incubo. Loro tre assieme avevano raggiunto Cortina, mentre era rimasto in città un altro componente della famiglia, Luigi, fratello di Alessandro. Dalla testimonianza del giovane Rosso la valanga è stata assolutamente imprevedibile.

«Non siamo stati noi – ha tenuto a dire Alessandro – a provocarla. È vero, ci trovavamo fuori pista, in un punto considerato comunque sicuro dalle due guide che ci accompagnavano: gente esperta, che ha scalato anche l’Everest e di cui ci fidavamo. Stavamo percorrendo un punto abbastanza stretto, una specie di imbuto sul Coston del Moro, sopra Cortina – ha raccontato Rosso –, avevamo già deciso di scendere a valle e ci trovavamo in una zona laterale della montagna. I punti a rischio li avevamo appositamente evitati. La valanga è stata spontanea. La neve, per il calore, si è staccata quasi in cima, in un punto molto alto, dove nessuno avrebbe potuto mai sciare. Ero girato verso il paese di Cortina, quando a un tratto mi sono sentito come colpito da una mossa di karate. Preso alle spalle. Una mazzata tremenda. In quel momento ho chiuso gli occhi».

Sono passati almeno 30 secondi prima che Alessandro Rosso li riaprisse, quegli occhi, carichi di terrore.

«La valanga mi ha sganciato gli sci, la potenza della neve mi ha strappato i guanti che avevo indossato per riparare le mani. Per fortuna sulle spalle avevo ancora lo zaino. Ho galleggiato così, sulla superficie nevosa, come sopra il gommone dell’Acquasplash. Grazie allo zaino non sono sprofondato. Altrimenti le conseguenze sarebbero state più gravi».

L’allarme è stato dato da una delle due guide alpine che hanno avvertito i sanitari del Suem. Alessandro Rosso è stato sottoposto a esami radiografici all’ospedale Codivilla di Cortina. Le radiografie hanno escluso fortunatamente fratture. Dopo una notte tranquilla, il ventinovenne pordenonese, accompagnato dai genitori, ancora un po’ spaventati ma sicuramente sollevati, è tornato nella sua città per riposare e dimenticare questa terribile avventura.

Ben altre sfide attendevano Alessandro sui monti e nella vita.