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Dorsale della lince

Ovvero: cresta Palebuine, Jôf, Amula, Gran Pala.

Con Stefano visitiamo questa parte delle Prealpi Carniche, rifiutando da par nostro le strade forestali e i sentieri segnalati; scegliamo di cavalcare il lungo crestone che divide la valle del Torrente Palar dalle più articolate valli del torrente Leale; i due corsi d'acqua nascono dalle forcelle poste a Nord (Armentaria) e a Sud (Sclusons) del monte Gran Pala. Al cospetto dei due grandi crinali del Flagjel-Cuâr a Sud e del Piciat-Forgolina a Nord, questa nostra appare modesta e insignificante. Però è qui che possiamo incontrare Ricki la lince.

Le attività dell'uomo in queste valli, abbandonate ormai da molti anni, hanno lasciato numerose stalle, malghe e terreni condotti un tempo a pascolo, luoghi ideali, una volta dismessi, per gli ungulati selvatici che hanno avuto una forte crescita di popolazione; logico che in questo contesto ecologico si inserisse la lince, predatore principe di caprioli e cervi.

E' a questa lince che ha rivolto le attenzioni l'Università di Udine con il progetto di cooperazione transnazionale Interreg III A Italia-Slovenia, coordinato dalla direzione centrale Risorse Agricole e Forestali della Regione. Dopo averne rinvenute le tracce ha deciso la sua cattura e radiocollarizzazione (vedi anche).

La cattura di Ricki, maschio di 22 chili, prima assoluta in Italia di questo felino, è avvenuta nei pressi di malga Amula.

Con la velleitaria aspettativa di incontrare la lince iniziamo a percorrere la lunga dorsale salendo la prima sommità: il Palebuine, che ha ancora il segnale trigonometrico dell'Istituto Geografico Militare.

Ancora molto lontani il M. Amula, a sinistra e il Gran Pala, a destra.

Segue una zona di cresta molto antropizzata: i ruderi di Bedovet...

...e quelli di Jôf dove sotto un ricovero precario troviamo anche un libro delle presenze.

Saliamo quindi sul pianoro del M. Jôf, molto panoramico.

La malga Cuâr.

Raggiungiamo poi le numerose cime del M. Amula.

Da qui si vede l'ultimo risalto che ci aspetta per conquistare il Gran Pala.

Ultimo sforzo dopo quattro ore di saliscendi.

Anche il Gran Pala ha il segnale trigonometrico, ma della Regione Friuli V. G.

Scendiamo su Forca Sclusons per quei pendii a prato a sinistra dell'immagine; troviamo durante il tragitto delle fettucce bianche e del tubetto per legature di vigneti, chiaramente posizionati come segnavia da qualcuno che ha salito il Gran Pala da Forca Sclusons; non siamo i soli a preferire il fuori traccia!

Da Forca Sclusons ci concediamo per il rientro il bel sentiero CAI 840 che permette di gettare uno sguardo sulla dorsale appena percorsa; nell'immagine la malga Amula con il monte omonimo a sinistra del pennone. Con un po' di rammarico lasciamo questa bella vallata senza aver visto la lince; con la certezza, però, che lei ha visto noi!

Ringrazio l'Università di Udine per la gentile concessione delle foto della lince.