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Monte Castèl in Val Chialedina (1615 m)

Istigato da Fausto che ha il pallino delle cime selvagge e possibilmente vergini, mi sono cimentato con questo gruppetto di torri compreso tra le forcelle Tamais e Pala Giaveit e denominato in carta Tabacco Monte Castello; localmente, in dialetto è detto Castèl, con l'identico significato di maniero. A proposito di ciò va subito detto che esiste un secondo M. Castèl (quota 1684) situato tra la forcella Pala Giaveit e la cima del M. Provagna: questo è il Castèl conosciuto a Barcis; sempre a Barcis l'elevazione 1714 situata tra le forcelle Pala Giaveit e Tamais viene detta Somp Tamais; il M. Castèl dei clautani è tutto rivolto verso la Val Chialedina ed è diviso da Somp Tamais tramite un alto intaglio, forcella del Gongo, dalla quale calano sugli opposti versanti due canaloni che separano nettamente i due monti.

Visuale da nord del gruppo: a sinistra le pareti riconducibili a Somp Tamais, segue la forcella del Gongo e a destra di questa le torri del Castèl; la torre un po' piegata, a destra della forcella è la quota 1606 per la quale propongo il nome Torre Fausta.

Vediamo ora il canalone meridionale: a destra Somp Tamais e oltre la forcella il M. Castèl. La separazione dei due complessi rocciosi è avvalorata anche dalla disposizione nelle carte topografiche del nome M. Castello che si trova sempre sopra le torri a ovest della forcella del Gongo.

E' proprio per questo canalone che ho tentato la cima; esso sbocca nel Ciolon, orrendo colatoio sito alla base delle pareti meridionali del Castèl che scende da forcella Tamais verso la Val Chialedina; il Ciolon ha un sentiero che in carta Tabacco è segnato sbagliato; forcella Tamais è detta a Cellino Forcja dal Ciolon: è un valico utilizzato raramente da cacciatori. Va ricordato, inoltre che in clautano tamai è la trappola (tramai in friulano): significativo dei luoghi impervi che si rivelano, per chi non li conosce una vera trappola.

Delle terrazze rocciose poco inclinate portano nel canalone che adduce a forcella del Gongo.

La curiosa linea della cima del Castèl da dentro il canalone.

Il masso incastrato nel canalone che crea l'unica modesta difficoltà.

L'arrivo sull'alta forcella che mi sono permesso di nominare.

In vetta!

Scorgo a breve distanza una cima di poco più bassa (q. 1606) e la vado a visitare: la battezzo Torre Fausta.

Le due cime contigue raggiunte.

Dal M. Castèl verso il Col Nudo.

Dal M. Castèl verso il Crep Nudo.

Parrebbe una prima assoluta: grazie a Fausto, a Egidio di Cellino di Sotto e alla Forestale di Barcis per le preziose informazioni.