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Monte Celorum (1950 m)

Sulla cresta tra il monte Naiarda e il Tamaruz spicca una vetta più alta di entrambe conosciuta dai locali come Celorum (o Lastreit di Naiarduzza in quanto sovrastante il pascolo di casera Naiarduzza). Già salita in passato da forestali e forse da qualche cacciatore. In Val Tramontina si riscontrano altri toponimi con la desininenza orum, in latino declinazione del genitivo che sta ad indicare l'appartenenza: Celorum = di Cel dove Cel o Sel è radice celtica della parola acqua e dunque: monte dell'acqua ad indicare forse che il monte, posto ad occidente dei pascoli era il primo ad essere investito dai temporali estivi che notoriamente provengono da ovest. E di temporali il Celorum ne sa qualcosa: in vetta sono almeno tre i crateri scavati dai fulmini.

Sul versante Meduna il Celorum presenta alte pareti inframezzate da cengioni obliqui, praticamente inacessibili a causa dei profondi e dirupati canaloni che da esse precipitano con salti e cascate.

Completamente diversa è la visuale che si ha da casera Venchiareit da dove il monte appare facilmente accessibile.

La casera Venchiareit è raggiungibile per una lunga carrozzabile (16 km) da Passo Rest o per il sentiero 377-378. E' proprietà dell'azienda faunistico-venatoria Il Folletto che estende la sua riserva fino alle creste del Tamaruz, Celorum, Naiarda; oltre dette creste c'é il Parco Naturale delle Dolomiti Friulane dove la caccia è vietata. E' curioso che una riserva di caccia privata sia stata realizzata proprio a confine col Parco; altro precedente si riscontra nella riserva di Pala Barzana sul Raut, anch'essa a ridosso del Parco.

La stalla di casera Naiarduzza ospitava un centinaio di vacche e i pascoli sono veramente estesi; ora crescono generosi i mirtilli.

Non si può resistere alla tentazione delle belle placconate del Celorum, appoggiate e rugosette al punto giusto, offrono un'arrampicata in aderenza di grande soddisfazione. Qui Adriano in uscita dalle placche; in fondo i pascoli di Naiarduzza.

Sergio, la guida indigena che abbiamo assoldato per portarci in cima era piuttosto demoralizzato: visibilità pessima, arrampicata difficile; poi scesi dal Celorum ci condusse sul Naiarda ma riuscimmo a calcare solo un'anticima dell'anticima sud per un suo errore di valutazione: ne hai ben donde, caro Sergio, di essere deluso...

Ed ecco Adriano sull'ultimo passaggino di cresta affilata in vista della vetta. Tutto sommato una interessante salita. Sergio preparati che dobbiamo tornare sul Naiarda!