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Bivacco dell'Asta

In luglio del 2011 è stato inaugurato il nuovo bivacco posto su uno spallone occidentale del M. dell'Asta in bella posizione panoramica, a pochi metri dall'omonima forcella. Voluto dall'Amministrazione comunale di Andreis è stato realizzato con fondi della Comunità Montana e dato in gestione alla sezione CAI di Maniago.

La sua presenza sarà utile per la conoscenza escursionistica della zona che ha caratteristiche di selvaggia naturalità che non t'aspetti a due passi dalla pianura pordenonese.

Davvero zona poco conosciuta per colpa anche delle carte escursionistiche. Metto qui a confronto due particolari delle carte Tabacco 021 (sopra) e 028 dalle quali si evince una incertezza toponomastica riguardante il M. Corta e il M. dell'Asta. Quale quella esatta?

Nessuna delle due!

Una mia ricerca ad Andreis tra cacciatori e storici della valle ha portato a dei risultati interessanti e certo importanti per chi vuole misurarsi con questi luoghi. Il più bel “ritrovamento” è che il M. dell'Asta è la quota 1518 subito sopra Forcella dell'Asta;

Salendo verso il monte dell'Asta.

Salendo lo spigolo sud del monte dell'Asta si vede il tetto del bivacco.

Il monte dell'Asta è circondato da una serie di luoghi con denominazione comune a cominciare dalla Fontana dell'Asta che è ora l'acqua del bivacco (a 10 minuti di cammino verso est); lo Spinâl dell'Asta, crestone che dal monte omonimo si collega al corpo del M. Corta attraverso un suggestivo luogo detto La Porta dell'Asta, sorta di soglia con due pilastri a foggia di stipiti ai lati.

La Porta dell'Asta da La Guardia.

La Porta dell'Asta dallo Spinâl dell'Asta.

Camoscio sulla soglia della Porta dell'Asta.

Nell'itinerario che dal M. dell'Asta conduce alla Porta si calca una bella cengia in cui è presente un antro detto Landre dai disertôrs.

Tutto a sinistra una parte dello spiazzo del Landre dai disertôrs.

In centro foto (scattata da La Guardia) la cengia dove si trova il Landre dai disertôrs, proprio sulla destra del boschetto di faggi. A sinistra della cengia il monte dell'Asta; a destra della foto si riconosce la Porta dell'Asta; spuntano in alto le bianche rocce del Resettum.

Si racconta ad Andreis che un luogotenente di Attila con alcuni suoi sgherri, derubarono l'unno di parte del suo tesoro, una cassa di monete d'oro, e disertarono. Vedendo dalla pianura questi inacessibili appicchi pensarono che era un buon posto per nascondersi. Posero una sentinella sulla quota 1517 da dove si ha un'ottima vista sulla valle, per non farsi sorprendere dalle pattuglie che un furioso Attila aveva inviato alla loro ricerca. Da allora la quota 1517 ha preso il nome de La Guardia. Quando gli Unni se ne andarono verso Roma i disertori lasciarono il loro antro con il forziere assicurato al dorso di un mulo che però, povera bestia, s'imbizzarrì alla vista di una vipera sul sentiero: si ruppe il basto e la cassa precipitò nei baratri dell'Asta; né fu più possibile recuperarla. Ancora oggi qualche anziano di Andreis (non i giovani che non sanno niente di queste cose), dopo le forti piogge che sconvolgono i torrenti, li vedi aggirarsi nel greto del Ledron con gli occhi tra i ciotoli con la speranza di trovare qualche moneta d'oro del tesoro di Attila.

L'insellatura in basso è forcella dell'Asta da dove scende evidente la cengia che conduce alla Fontana dell'Asta; il Col Nudo sullo sfondo.

Voglio qui proporre un anello nel mio stile che permette una traversata di grande interesse paesaggistico, impegnativa quel tanto che basta per immergersi anima e corpo in queste selvagge lande. Raggiunto il bivacco con il sentiero CAI 976...

...si cala per larga cengia fino alla Fontana dell'Asta.

Attraversato un gran canalone si prende in salita la bancata boscosa che si vede in foto salendo fino alla base del torrione de La Guardia che è quello in alto a destra contro il cielo.

Aggirata La Guardia per prati si riprende un cengione in discesa che esce sul sentiero per forcella Navalesc (CAI 975) e da qui si torna a Andreis; il giro può essere fatto anche all'inverso.

In linea continua rossa è evidenziato l'itinerario proposto che è bene ricordare non è segnato, ha scarse tracce di passaggio ed è adatto a escursionisti esperti. La carta topografica qui sopra riporta i toponimi in modo esatto; si noti che la quota 1760 che nelle Tabacco è variamente nominata qui è senza nome in quanto non è che una anticima del più alto Ciucul di Navalesc (1829 m).