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Cualina Bassa (1367 m)

In cartina Tabacco è riportato Collina Bassa ripreso dal foglio IGM che ha italianizzato l'oronimo locale; Cual in tramontino è il colle e ricorre spesso nei toponimi (Cualnardon, Cualtramonc, ecc.) e mi pare giusto ripristinare la dizione originaria.

In loco c'è la cognizione che in Cualina Bassa si sale da Pineit, indicazione invero generica, ma non sono riuscito a trovare qualcuno che ci sia salito. Dopo un primo approccio in zona (vedi Viaz dell'Amleto) mi sono reso conto che il versante est non è accessibile e con esso anche il canalone del Rio Forcellon.

Le due Cualine da est, dal Forcellone.

Mi sono quindi rivolto al versante ovest che si prende per l'appunto da Pineit. Con un primo tentativo sono riuscito solo a trovare l'accesso (peraltro obbligato) alla parete dal Chanal dal Vuar, incrodandomi poi a quota 1150 circa. Resomi conto che la cosa era più impegnativa del previsto ho preso la decisione di fare una escursione su Le Ponte per osservare col binoccolo il versante ovest della Cualina Bassa.

Come puoi vedere dalla foto, scattata da Le Ponte, tale versante è tutto un sovrapporsi di Stavai e tra questi delle cenge boscose. I stavai spiovono verso sinistra in un canalone che scende a valle con numerosi salti (tanti quanti sono gli stavai) e perciò impercorribile. Appare evidente tenersi a destra sul filo dei salti che precipitano a sud (destra).

Cambio di visuale: ora vediamo Le Ponte da Cualina Bassa; Costa Pluma è il belvedere a circa metà del nuovo sentiero che collega il lago del Ciul a forcella Caserata; sovrasta tutto il Dosaip.

Come dicevo c'è un passaggio obbligato per accedere alla porzione superiore della parete che è questo della foto (visto dall'alto): un canalino erboso con a tre quarti un faggio che offre le sue radici per una facile arrampicata; piuttosto impegnativo è il pendio che conduce sotto al canalino: ripidissimo ed esposto.

Il secondo passaggio obbligato è questa cengetta con un passaggino di II e risulta essere un punto chiave di tutta la via che se non ci credi non lo trovi neanche a cercarlo un mese: il pendio erboso che si vede a destra muore contro le rocce e da sotto sembra di essere in un cul de sac. Si noti la fettuccia rossa.

E poi c'è una bella cengia in piena parete, non lunga, una trentina di metri, facile...

...e un altro ripido canalino, (la foto da sotto schiaccia la prospettiva e non rende la verticalità; ti assicuro che è ripido!) lasciano salire nella porzione superiore degli stavai orientati a nord.

Ma ecco il tracciato per capire meglio.

In cima!

Guardiamoci attorno: il Dosaip.

Le Caserine.

La conca di Cason Bovo sovrastata dall'orrizzontale cresta del Filon de Tadola; a sinistra: forca degli Agnelli e Medelon da la Meda.

Il lago del Ciùl: sullo sfondo il Col de la Luna e ilPizzo Lòvet.

Ma la cosa più emozionante che ho visto dalla cima è la parete che porta in Cualina Alta che appare abbordabile: si prospetta una traversata megagalattica!