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Monte Palavierte (1785 m)

Per il canalone della parete nord; itinerario 162b della Guida dei Monti d'Italia Alpi Carniche volume 1 (De Rovere - Di Gallo).

La via è stata aperta nel 1981 da U. (Ugo?) Leschiutta e da Celeste e Roberto Simonetti che sono di Cabia di Arte Terme, borgo che vediamo in basso nella foto, visto dall'interno del canalone dove si snoda la via. Probabile che a forza di osservare il canalone dal paese sia venuta loro la voglia di percorrerlo. Fin al circo sotto le pareti già salivano i cacciatori; merito di quei di Cabia è stato di trovare l'uscita in cresta e poi la salita in Palavierte. La piccola frazione sul ripiano dietro Cabia - e oltre But - è Fielis paese dove abita Roberto Mazzilis.

Abbiamo scelto di salire sul Palavierte per questo itinerario perché tutti salgono per il sentiero 412 e vista la bella giornata si aveva paura di trovare traffico, gente di qua, gente di là, sorpassi da fare, chiacchere obbligatorie ecc.; oppure perché i sentieri ci stanno qui e al massimo li utilizziamo per le discese.

La relazione di quei di Cabia andrebbe un po' rettificata a cominciare dal dislivello che non è di 600 metri bensì di 870; ci sarebbero da puntualizzare altre cosette ma bisogna pur lasciare qualche incertezza per l'avventura!

Riguardo alle difficoltà dichiarate dalla relazione originale non possiamo dire nulla poiché abbiamo trovato condizioni prettamente invernali con ghiaccio e neve che hanno complicato non poco la progressione.

Questo è il foro del masso incastrato da cui si esce, passaggio più interessante di tutta la via: è una specie di camino alto 5/6 metri con la paretina arrampicabile (che si vede bene a sinistra) leggermente strapiombante.

Uscire in cresta dai bui e freddi canaloni nord in giornate come queste è un'esperienza entusiasmante: si somma alla soddisfazione di avercela fatta, la vitalità del sole che rasserena la mente.

Da ottobre 2012 in vetta al Palavierte c'é una croce moderna con tanto di cellula fotovoltaica e lampada con sensore crepuscolare. Ci manca un nano da giardino.

Discesa per il vituperato sentiero 412. Da segnalare che la strada che sale da Illegio in Pra di Lunze era impercorribile con l'auto causa ghiaccio e dunque la nostra salita è cominciata un chilometro fuori Illegio.

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