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Cima Ciolesan (2062 m)

Toponimo proposto in attesa di notizie.

Autunno in Val Piovìn

Primavera in Val Piovìn (scherzi del clima: fioriscono le primule in ottobre!)

Pale Candele

M. Pramaggiore

Parte alta della Val Piovìn alla base delle lastronate di Cima Ciolesan

Le lastronate

Il sentiero che sale in Forcella di Val Piovìn è ancora visibile: archeologia di un passato pastorale

Da Forcella di Val Piovìn il M. Cornaget

La fatica, l'incertezza del percorso, l'incognita delle difficoltà, creano sempre un certo timore, una sottile inquietudine che accompagna l'avventura.

Poiché si tende alla vetta, ci si proietta verso il momento dell'arrivo, cioè nel futuro. Proprio il futuro è causa delle nostre paure, se non avessimo futuro davanti non avremmo paura di nulla.

Te lo dimostra il raggiungimento della vetta, quando il misto di sollievo e contentezza provoca una sorta di estasi, un momento nel quale svanisce tutto: non v'è più il passato tremebondo e non c'è altro spazio da conquistare, altro futuro incerto da affrontare.

In quel momento estatico si vive solo il presente, lo si vive così intensamente come raramente accade nella vita di tutti i giorni.

Ecco perché spesso si hanno ricordi struggenti di qualche cima; non perché nota o meno nota, facile o difficile, bensì a causa della momentanea rimozione di tutte le paure che accompagnano la nostra esistenza.

Pensieri tratti da La Lentezza di Milan Kundera, Adelphi, 1995

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