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Sant'Antonio in Dodismala

Non sono molti i sacelli votivi in Val Meduna a differenza dei monti barciani o di Andreis dove esiste un vero uso di immagini sacre nei sentieri. Il Sant'Antonio di Forcella Dodismala rappresenta quindi una singolarità; si sa che presidia il valico dai primi anni del secolo scorso, contenuto in una cappelletta di legno; il Santo è protettore, tra l'altro, dei viaggiatori: la Forcella era un tempo frequentatissima in quanto unico passaggio tra la valle Inglagna e l'alta Val Meduna; inoltre da qui erano obbligati a passare i pastori che raggiungevano le stalle Lastreiz, per un sentierino piuttosto pericoloso e raccomandarsi al Santo prima di intraprenderlo era d'obbligo.

Come ho saputo dell'esistenza di un sentiero pericoloso ho voluto verificare.

Vi dirò che è proprio interessante...

...merita.

Porta alle stalle Lastreiz: un luogo magico!

In bella posizione panoramica: qui la confluenza tra il Canal piccolo e Canal grande di Meduna...

...qui la diga del lago del Ciùl...

...qui (telefoto) l'Aquila di Tramonti: si vede la croce di vetta sull'ala sinistra.

La condizione del sacello era penosa: vetro rotto, ruggine, acqua che entrava mi hanno spinto a cercare una soluzione.

Con le buone maniere ho convinto Ruggero a darmi una mano per il restauro.

Abbiamo portato giù il tutto lasciando un avviso.

Poi siamo ritornati a rimettere al suo posto il sacello. L'attuale in lamiera aveva sostituito quello antico di legno che era marcito; era opera di Fortunato Cartelli, con la collaborazione di Egidio Rovedo, realizzata nel 1984. La statuetta del Santo era da tempo custodita nella chiesa di Chievolis e il parroco di allora, Don Narciso Luvisetto, la donò per restituirla al suo luogo di provenienza.

Don Narciso Luvisetto era stato parroco di Chievolis durante la seconda guerra mondiale ed ebbe un ruolo importante per la popolazione e per la difesa dei partigiani che lo chiamavano Fra Ginepro. Egli scrisse un diario di questa sua esperienza: Diario di un parroco di montagna nella bufera 1943-1945, Tipografia Mazzoli, Maniago, 1985.

Il denaro che abbiamo trovato dentro il sacello e che i viandanti hanno nel tempo lasciato, lo abbiamo dato quale obolo per la chiesa di Maria Bambina di Inglagna.

Sul retro del sacello abbiamo posizionato una cassettina con il libro delle visite. La cassetta contiene anche copie di un volantino con la relazione di un percorso passante per la Forcella Dodismala.

Ecco qui gli artefici di questo piccolo contributo manutentivo.

Come avrete notato un semplice simbolo di fede non è solamente tale: ha una storia radicata nei luoghi fatta di tradizione, tempo e persone.